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MATERNITA':
congedi e novità 2019

Facciamo chiarezza!

aggionamento 15 marzo 2019
  • Esiste un congedo per il padre lavoratore? Sì, per il padre lavoratore dipendente vi è la possibilità di fruire, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento, di un congedo obbligatorio. La Legge di Bilancio 2019 ha prorogato ulteriormente al 2019 la possibilità di usufruire di tale congedo aumentando il numero di giorni fruibili.
  • Qual è la durata del congedo? Per l’anno 2019, vi è la facoltà per il padre lavoratore dipendente di astenersi dal lavoro per un periodo di 5 giorni anche in via non continuativa e contemporaneamente al congedo della madre. La durata di tale congedo non subisce variazioni nei casi di parto plurimo. 
  • Il congedo può essere fruito a ore? No, i giorni di congedo non posso essere utilizzati a ore e sono coperti da contribuzione figurativa. 
  • Qual è il trattamento economico? Viene riconosciuta al padre lavoratore un’indennità giornaliera a carico Inps pari al 100% della retribuzione. Per retribuzione si intende la retribuzione media globale giornaliera, determinate con le stesse regole previste per il congedo di maternità. 
  • Il padre percepisce il pagamento dell’indennità direttamente dall’Inps? Generalmente no, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e successivamente conguagliata con i contributi previdenziali da versare all’ente. 
  • Che tipo di comunicazione va fatta al datore di lavoro? Il padre lavoratore è tenuto a fornire preventiva comunicazione in forma scritta al datore di lavoro dei giorni prescelti per astenersi dal lavoro almeno 15 giorni prima dei medesimi.  
  • Esistono per il padre congedi facoltativi? Sì, il padre può astenersi per un periodo ulteriore di un giorno, previo accordo con la madre ed in sua sostituzione. 
  • NOVITA’ PER LE LAVORATRICI MADRI:  La Legge di bilancio ha previsto la possibilità per le lavoratrici di fruire dei 5 mesi di congedo di maternità obbligatoria dopo il parto. La lavoratrice ha quindi la facoltà di prestare la propria prestazione lavorativa fino alla data del parto. La condizione per poter usufruire di tale flessibilità è che il medico del SSN o con esso convenzionato ed il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. E’ previsto per i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile a riconoscere priorità alle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile formulate dalle lavoratrici nei 3 anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità, ovvero dai lavoratori con figli in condizioni di disabilità. 
05 ottobre 2018
  • Che differenza c’è tra il congedo di maternità ed il congedo parentale? Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Il congedo parentale è un ulteriore periodo di astensione dal lavoro concesso alle lavoratrici ed ai lavoratori per accudire il figlio.
  • Entro quanto è possibile usufruire del congedo parentale? Entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi, aumentabili a 11 e fruibili anche contemporaneamente. Ciascun genitore può scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria. 
  • Quindi ne ha diritto anche il padre lavoratore dipendente? Certamente, il padre può richiedere il congedo per un periodo massimo di sei mesi, elevabili a 7 se lo stesso si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi e se il congedo è usufruito da entrambi i genitori, in alternativa può essere richiesto da un solo genitore per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi. 
  • Qual’è il trattamento economico? Per i periodi di congedo parentale, alle lavoratrici ed ai lavoratori è dovuto fino al 6° anno di vita del bambino, un’indennità pari al 30% della retribuzione. Per i periodi di congedo parentale ulteriori è dovuta, fino all’8° anno di vita del bambino, un’indennità pari al 30% della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. I periodi di congedo parentale fruiti nell’arco temporale dagli 8 ai 12 anni di vita del bambino non sono in alcun modo indennizzati. 
  • Come si richiede? Per ottenere l’indennità di congedo parentale il dipendente deve presentare, prima dell’inizio del congedo, la domanda all’Inps mediante gli appositi canali telematici. 
  • Esistono altri permessi di cui il padre lavoratore può usufruire in occasione della nascita del figlio? Il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché di affidamento esclusivo del bambino al padre. Il padre lavoratore ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di 4 giorni (non utilizzabili ad ore) anche in via non continuativa entro 5 mesi dalla nascita del figlio. Potrà astenersi per un ulteriore giorno (c.d. congedo facoltativo), previo accordo con la madre ed in sua sostituzione relativamente al periodo di astensione obbligatoria spettante alla stessa. 
  • Come dovranno essere richiesti questi permessi? Il padre lavoratore dipendente dovrà comunicare le date in cui intende usufruirne con un preavviso di almeno 15 giorni al proprio datore di lavoro. Se richiesto in concomitanza dell'evento nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto. E’ prevista per tali “permessi” un’indennità a carico Inps pari al 100% della retribuzione. 

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