PERIODO DI PROVA

Libera recedibilità ma ...

28 settembre 2018
  • Cos’è il periodo di prova?  Ai sensi dell’art.2096 del Cod.Civ. il periodo di prova è un lasso temporale, la cui durata è di norma determinata dai CCNL di settore in funzione delle mansioni svolte dal lavoratore, in cui vige la libera recedibilità sia per il lavoratore che per il datore di lavoro ovvero ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d'indennità. 
  • Dove e quando va inserita? Il patto di prova deve risultare da atto scritto (di norma costituisce parte del contratto d’assunzione) e deve essere tassativamente firmata prima o contestualmente all’inizio del rapporto di lavoro. La consolidata giurisprudenza ritiene nulla l’apposizione del patto di prova nel caso di un rapporto irregolare antecedente (Cassazione 3/1/1995, n. 25 )
  • E la prova “in nero”? Durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro deve essere regolarmente costituito, non esiste nell’ordinamento nessun tipo di “prova in nero” . 
  • Prova e tempo determinato? Il patto di prova è ammissibile anche per un contratto a tempo determinato. Se la sua durata non è prevista dal contratto collettivo, deve essere riproporzionata in relazione alla durata del contratto a termine, fermo restando che non è ammessa la prova di durata pari a quella del rapporto 
  • E nel caso di precedente rapporto tra le parti?  Se un lavoratore è già stato impiegato presso lo stesso datore di lavoro, la stipulazione di un nuovo patto di prova può apparire giustificata solo nel caso in cui ci sia un notevole mutamento delle mansioni o nel caso in cui sia trascorso un periodo di tempo consistente rispetto all’ultimo rapporto. 
  • Esiste una durata minima? Le parti hanno facoltà di inserire una durata minima ed in ogni caso è illegittimo il recesso datoriale nel caso in cui il tempo trascorso non sia significativo al fine di valutare l’effettiva capacità lavorativa del dipendente (Sent. Cass. 6/6/1987 n. 4979, Cass.8/2/2000, n. 1387). E’ inoltre illegittimo il licenziamento, intimato dal datore durante il periodo di prova, qualora sia riconducibile ad un motivo illecito o estraneo al rapporto di lavoro, spettando in tal caso al lavoratore l’onere di provare l’esistenza di una di tali condizioni (Sent. Cass. 12/3/1999, n. 2228).  
  • La fine del periodo di prova deve essere formalizzata? Al termine della prova se nessuna delle due parti recede, il rapporto di lavoro prosegue normalmente, senza necessità di alcuna conferma o comunicazione e il periodo viene computato quale anzianità di servizio.

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