TRACCIABILITA' della RETRIBUZIONE

Legge n.205/2017 articolo 1 commi 910-915

15 giugno 2018
  1. Quali retribuzioni? Il comma 912 individua quale retribuzione oggetto del nuovo obbligo quelle scaturenti da rapporti di lavoro subordinato, collaborazioni coordinate e continuative nonché contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci ai sensi della Legge n. 142/2001.
  2. Quali rapporti di lavoro? Con l'esclusione di quanto si dirà al successivo punto 3, l’applicazione ai rapporti di lavoro subordinato è prevista “indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto”. Pertanto, rientrano nell'applicazione tutte le tipologie contrattuali quali, a titolo esemplificativo, i contratti a tempo determinato, a tempo parziale, di apprendistato, di lavoro intermittente. In merito ai compensi erogati agli amministratori, salva diversa futura disposizione, si ritiene che gli stessi siano da assimilare ai compensi erogati ai collaboratori e che quindi, anche per tale tipologia, vi sia l’obbligo di tracciabilità.
  3. Quali rapporti sono esclusi? Sono esclusi dal predetto obbligo, così come specificato dal comma 913, i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni e quelli domestico rientranti nell’ambito di applicazione dei CCNL per addetti ai servizi familiari e domestici. Devono inoltre ritenersi esclusi, poiché non rientranti tra i contratti espressamente riconducibili a quelli richiamati al comma 912, i compensi derivanti da borse di studio, tirocini e rapporti autonomi di natura occasionale.
  4. Quali strumenti di pagamento? I datori di lavoro o i committenti dovranno corrispondere ai lavoratori la retribuzione esclusivamente attraverso bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore, pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento ovvero emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato.
  5. E per gli acconti? Ai sensi del comma 910 l’obbligo nasce nel momento in cui i datori di lavoro o committenti, “corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa”. Diversamente, ma salva contraria futura interpretazione autentica, gli anticipi di cassa per fondo spese e rimborsi spese si ritiene possano essere esclusi dall’obbligo di tracciabilità.
  6. Quale sono le sanzioni? Il comma 913 prevede che al datore di lavoro o committente che viola l'obbligo si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la nota n. 4538 del 22 maggio 2018 ha chiarito che, poiché l’illecito in esame non risulta materialmente successivamente sanabile, non è applicabile l’istituto della diffida e quindi la riduzione delle sanzioni. Con succesiva nota del 04 luglio 2018 n.5828 sempre INL ha ulteriorimente specificato che la determinazione della sanzione non deve tener conto del numero dei lavoratori coinvolti quanto piuttosto, in presenza di pagamenti mensili, del numero dei mesi per i quali si è protratto l’illecito.
  7. E non solo le sanzioni amministrative! Il Legislatore, al comma 912, prevede che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisca prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione. Quindi dal 1° luglio 2018 sarà, per legge, necessario provare il pagamento esclusivamente attraverso i mezzi espressamente individuati sopra.

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